La nostra proposta

  • I tassi di interesse sono a zero
  • I conti deposito hanno rendimenti irrisori
  • I titoli di Stato e i fondi obbligazionari rendono pochissimo e hanno prezzi altissimi
  • Le obbligazioni che hai in portafoglio sono salite di prezzo e da adesso alla scadenza non renderanno più niente perché il guadagno della cedola verrà mangiato dalla discesa del prezzo fino a 100
  • I mercati azionari sono molto rischiosi essendo sui massimi storici. C’è un grosso rischio di una forte discesa.

 

In questa situazione è alquanto difficile per il risparmiatore investire bene i propri soldi: o rendono pochissimo, non riuscendo neanche a coprire l’inflazione, oppure per ricercare il rendimento rischia di perderli.


La banca ti propone titoli con rendimenti dell’1% oppure fondi e gestioni costose che rischiano investendo pesantemente in azioni.

Perché sceglierci?

Ti offriamo questa  SOLUZIONE:


OTTENERE OTTIMI RENDIMENTI INVESTENDO IN
:

  • Obbligazioni europee con rendimenti del 5%-6%-7%, che le banche non propongono ai privati, perchè quotate su mercati esteri e riservate a istituzionali. Come ad esempio Altice (seconda società di telecomunicazioni in Francia e Paesi Bassi), Cma Cgm (leader nel trasporto merci navale), Synlab (primo gruppo di diagnostica medica in Europa).
  • Obbligazioni americane come Tesla, Ford, Goodyear che rendono più del 6%.
  • Obbligazioni della Banca Centrale Europea o della World Bank (quindi senza nessun rischio emittente) in valute diverse dall’euro, come il rublo russo, il real brasiliano, ecc. che hanno rendimenti del 7%-8%-10%.
  • Etf (fondi passivi a basso costo) che replicano l’andamento delle obbligazioni ad alto rendimento europee, americane e dei Paesi emergenti.
  • Etf che replicano l’andamento delle obbligazioni legate all’inflazione dei Paesi sviluppati e dei Paesi emergenti.


SENZA RISCHIARE, GRAZIE A

  • Grande diversificazione: il capitale viene suddiviso in almeno 20 prodotti. Anche se un titolo dovesse andare male viene bilanciato dalle cedole degli altri prodotti.
  • Monitoraggio continuo e conseguente tempestività di intervento.
  • Applicazione dello stop loss: ovvero stop alle perdite; si da un limite massimo di perdita ad ogni titolo, se viene superato il titolo viene venduto.


BENEFICI

  • Rendimento sicuro: le obbligazioni sono l’unico strumento finanziario che ti garantisce un rendimento sicuro portando il titolo a scadenza.
  • Sicurezza di non perdere il capitale. Non rischi di perdere soldi.
  • Bassa volatilità perchè le obbligazioni sono a breve scadenza.
  • Le cedole alte rappresentano un vero e proprio reddito aggiuntivo.
  • Reddito cedolare sicuro: 4,5%-5% all’anno.
  • Raddoppi il capitale in 10 anni con la capitalizzazione composta (reinvestendo le cedole).

 

Per chi ricerca rendimenti maggiori è necessario investire anche in azioni, con un ovvio aumento del rischio ma con la garanzia che l’investimento sarà seguito quotidianamente per poter intervenire tempestivamente  e sarà sempre fatto seguendo una strategia ben definita e con metodo.

 

Per scegliere le azioni effettuiamo dapprima un’analisi macroeconomica (politiche monetarie delle Banche Centrali, crescita economica degli Stati e dei settori), poi un’analisi dei fondamentali delle aziende (crescita dei ricavi, redditività, livello di indebitamento), nonché una valutazione dell’azienda per capire se quell’azione è sopravvalutata o sottovalutata, infine un’analisi grafica dell’andamento del prezzo dell’azione per individuare il momento migliore per comprare e vendere.

 

Tutto questo nella più totale sicurezza perché i soldi rimangono nella tua banca di fiducia. Proponiamo e decidiamo insieme a te le scelte di investimento, ma sei tu che compri con la tua banca i titoli che noi ti consigliamo.


Siamo consulenti indipendenti, non lavoriamo per nessuna banca
quindi possiamo consigliare i prodotti con il miglior rapporto rischio-rendimento, non quelli più redditizi per la banca. Non vendiamo prodotti e non raccogliamo soldi.

Siamo dei professionisti che conoscono perfettamente tutti i prodotti del mercato e come si comportano le banche e soprattutto che stanno dalla parte del cliente e non da quella delle banche.

I promotori finanziari, i private banker e qualsiasi altra figura bancaria deve raggiungere dei budget prefissati e guadagna una percentuale sui prodotti che vende, quindi fa il suo interesse cercando di vendere i prodotti più remunerativi per lui e soprattutto fa l’interesse della banca vendendo i prodotti che la sua banca gli dice di vendere.

Noi siamo professionisti indipendenti e siamo remunerati esclusivamente dal cliente, quindi non abbiamo conflitti di interesse.

 

Cosa facciamo in concreto:

  • Analizziamo la situazione del cliente: patrimonio, reddito, portafoglio finanziario, obiettivi, ottica temporale, propensione per il rischio.
  • Costruiamo un portafoglio personalizzato, in funzione di tutti questi aspetti, per raggiungere i tuoi obiettivi
  • Rinegoziamo le condizioni che ti applica la banca
  • Riduciamo sensibilmente i costi del portafoglio non utilizzando tutti i prodotti del risparmio gestito (fondi, gestioni, polizze, ecc. che costano 2-3% all’anno)
  • Ti seguiamo nelle fasi di acquisto e di vendita dei prodotti
  • Ti garantiamo un’assistenza superiore a quella della banca
  • Monitoriamo quotidianamente il portafoglio per intervenire tempestivamente quando la situazione non è favorevole e per cogliere le opportunità che il mercato offre continuamente. Tu non devi più seguire gli investimenti, ci pensiamo noi. Quando c’è un’operazione da fare ti chiamiamo.
  • Allineiamo continuamente il portafoglio ai nuovi scenari di mercato che si vengono a creare.
  • Condividiamo con il cliente ogni scelta strategica
  • Utilizziamo solide strategie basate sulla statistica per far rendere davvero i tuoi risparmi
  • Massimizziamo il rendimento sostenendo il minimo rischio

 

Di seguito alcune decisioni che ci hanno permesso di ottenere gli ottimi risultati che puoi vedere nella pagina dedicata del sito:

 

  • Nel 2008 abbiamo chiuso tutte le posizioni azionarie con lo stop loss, realizzando una perdita del 7%. Banche, promotori, fondi, hanno subito una perdita del 50%. Grazie a questa decisione i nostri portafogli a fine 2009 erano già tornati in utile. Quelli delle banche hanno dovuto aspettare fino al 2014.
  • Nel 2011, nel pieno della crisi italiana abbiamo fatto acquistare obbligazioni italiane, estremamente sottovalutate (quando media e analisti dicevano di vendere tutto ciò che riguardava l’Italia) e negli anni successivi abbiamo realizzato grandi plusvalenze (ad esempio titoli acquistati a 94 e venduti a 118, oltre ad avere incassato cedole superiori al 5% all’anno)
  • Nel 2012-2013 abbiamo continuato a tenere le obbligazioni quando i report di tutte le banche consigliavano di vendere le obbligazioni perché dicevano che erano troppo alte. Sono salite ancora fino a metà 2015.
  • Nel 2015 e nel 2016 abbiamo acquistato in 2 trance Etf sul petrolio al prezzo di 54 e 30 e li abbiamo venduti a ottobre 2018 quando il prezzo era 75, prima che ricrollasse a 45.
  • Nel 2012 abbiamo acquistato azioni finanziarie (Intesa, Bnp Paribas, Credit Agricole, Commerzbank, ecc.) e le abbiamo vendute a febbraio 2018 con utili tra il 30% e l’80%.
  • Abbiamo acquistato l’azione Petrobras a 2,6 nel 2016 e l’abbiamo rivenduta a 13,76 nel 2018 moltiplicando per 5 il capitale investito.
  • Abbiamo acquistato l’azione Alibaba a 80 nel 2016 rivendendola a 160 nel 2018 raddoppiando il capitale investito.

 

Nel 2018 quasi tutti i portafogli proposti dalle banche hanno fatto perdite. Secondo una ricerca di Deutsche Bank l’89% dei prodotti finanziari ha realizzato perdite nel 2018.
I nostri portafogli sono in pari o positivi.

 

Le obbligazioni europee nel 2018 sono scese mediamente del 7%, quelle americane dell’8%, quelle dei Paesi emergenti del 12%.
Le obbligazioni e gli Etf obbligazionari che abbiamo scelto hanno tenuto meglio dei rispettivi mercati e grazie alle alte cedole incassate i portafogli obbligazionari sono in pari, qualcuno addirittura in guadagno, grazie anche all’effetto positivo del dollaro.

 

Le azioni europee nel 2018 sono scese circa del 17%, quelle americane del 10%, quelle dei Paesi emergenti del 10%.
Da inizio anno abbiamo consigliato di non entrare nell’azionario, perché troppo rischioso. Quando tutte le banche consigliavano prodotti azionari.
A inizio febbraio abbiamo fatto vendere tutte le azioni europee, in particolare italiane, che avevamo dagli anni precedenti, sui prezzi massimi.
Abbiamo tenuto solo le azioni petrolifere che sono salite ancora grazie al rialzo del prezzo del petrolio e le abbiamo fatte vendere a ottobre.
Ad inizio ottobre abbiamo consigliato degli Etf short sull’azionario americano ed europeo, ovvero Etf che guadagnano se i mercati scendono. Sia per speculare sul ribasso, sia per coprire i portafogli, anche quelli obbligazionari che potrebbero risentire delle turbolenze azionarie. Mentre le banche consigliavano di tenere i prodotti azionari al rialzo. Sembra che la nostra sia stata un’ottima scelta, stiamo già guadagnando il 10%.

Grazie a tutto questo i nostri portafogli azionari hanno realizzato un ottimo +12%.

 

Nel 2019 i portafogli hanno fatto +10,3% grazie all’andamento molto favorevole delle obbligazioni, nonché dell’oro, presente in tutti i portafogli.
Riteniamo che l’azionario non abbia grandi possibilità di rialzo, ma grossi rischi di ribasso, quindi continuiamo a non avere posizioni al rialzo sull’azionario.

 

Marzo 2020: i portafogli hanno assorbito egregiamente la forte discesa dei mercati di fine febbraio.
I portafogli, che da inizio anno erano arrivati a metà febbraio a guadagnare il 2% sono tornati sulla parità.
La volatilità è stata molto contenuta. Le perdite rispetto ai massimi di metà febbraio sono state minime grazie alla presenza nel portafoglio di Etf short sull’azionario (Etf che guadagnano se i mercati scendono), dell’oro che ha continuato la sua salita, di Etf che investono in titoli di Stato dei Paesi sviluppati e nelle obbligazioni societarie più sicure che sono saliti nel momento di panico, nonché di obbligazioni a scadenza brevissima che non hanno per nulla risentito dell’agitazione dei mercati.

 

Agosto 2020: il 24 marzo abbiamo venduto gli Etf short sull’azionario (Etf che guadagnano se i mercati scendono) in prossimità dei minimi dei mercati, realizzando una bella performance.

Per cogliere le opportunità che si erano create abbiamo venduto le obbligazioni a breve scadenza che avevano mantenuto i prezzi ante Covid e con la liquidità abbiamo effettuato una serie di acquisti: Messico acquistato a 100 venduto a 124, Romania acquistata a 103 oggi 118, Ford acquistata a 88 oggi 114, General Motors acquistata a 96 oggi 122, Occidental Petroleum acquistata a 62 oggi 80, Petrobras acquistata a 102 oggi 120, Telecom Italia acquistata a 104 oggi 120, Pemex acquistata a 90 oggi 103, Teva acquistata a 93 oggi 103, Avon acquistata a 95 oggi 104.

Abbiamo inoltre incrementato le posizioni di alcuni Etf sulle obbligazioni high yield europee e americane e degli Etf sui titoli di Stato dei Paesi emergenti. Tutte operazioni già ampiamente in utile.

Abbiamo venduto l’oro, per 2 motivi: realizzare una performance del 40% e avere liquidità per acquistare titoli con un potenziale di guadagno molto maggiore rispetto a quello dell’oro, che è sui massimi storici.

Sull’azionario abbiamo acquistato un Etf sull’azionario mondiale, le azioni Allianz, Adidas, Coca Cola, Starbucks e Eni.

 

Novembre 2020: prima delle elezioni americane e con l’aggravarsi della situazione Covid abbiamo venduto le azioni Adidas e Starbucks e l’Etf sull’azionario mondiale, per incassare gli utili e ridurre il rischio.

Dopo le elezioni e con l’avvicinarsi della disponibilità del vaccino siamo entrati su alcuni titoli azionari molto sottovalutati a causa del Covid, in previsione di una ripresa di quei settori particolarmente colpiti dalla pandemia. Abbiamo comprato alcuni titoli che hanno dato ottimi dati di bilancio, dimostrando ancora una volta una grande solidità nonostante la situazione complicata e alcuni titoli del settore tecnologico nonché 2 Etf del settore tecnologico per cavalcare i settori più promettenti dei prossimi anni.

 

Nel 2020 i portafogli hanno realizzato una performance del 4,9% grazie all’ottima gestione attiva fatta durante l’anno. Presenza di etf short nei primi mesi dell’anno venduti nel momento migliore quando i mercati hanno toccato i minimi a causa del Covid, acquisto di obbligazioni e etf obbligazionari in primavera quando avevano prezzi bassissimi che sono risaliti tantissimo durante l’anno, acquisto di alcune azioni cicliche in estate, estremamente sottovalutate, poi vendute prima delle elezioni americane, acquisto di altre azioni cicliche dopo le elezioni americane per cavalcare la ripresa economica con l’arrivo dei vaccini.

 

Marzo 2021: negli ultimi mesi del 2020 e nei primi mesi del 2021 abbiamo aumentato la quota azionaria nei portafogli, soprattutto con azioni cicliche per sfruttare le aspettative di ripartenza dell’economia, in particolare di quei settori particolarmente colpiti dal Covid (turismo, trasporti, consumi) o che beneficeranno degli investimenti statali.

Questo è il mio portafoglio azionario personale a fine marzo.

 

 

Il portafoglio complessivamente ha risentito pochissimo della discesa dei prezzi delle obbligazioni, dovuta all’aumento delle aspettative di inflazione, grazie alla presenza minima di obbligazioni lunghe e di etf obbligazionari su titoli di Stato e obbligazioni investment grade, che hanno una quota importante in obbligazioni lunghe. Al contrario hanno tenuto benissimo tutte le obbligazioni high yield e gli etf high yield, che sono costituiti da obbligazioni a breve scadenza.

Tutto questo ha portato ad una performance complessiva del portafoglio a fine marzo del 4,7%.

 

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