Come scegliamo le azioni

 

Nella scelta di ogni singolo titolo vengono presi in considerazione i seguenti fattori:

  • Variabili macroeconomiche: politiche delle Banche Centrali, livello dei tassi di interesse, crescita economica degli Stati, ecc.
  • Fondamentali degli emittenti: solidità patrimoniale, redditività, prospettive future.
  • Analisi tecnica: analisi grafica dell’andamento del prezzo di un titolo per determinare il miglior timing di entrata e uscita ovvero quando comprare e vendere.

 

Più precisamente cosa facciamo:

 

ANALISI FONDAMENTALE

 

Selezioniamo le azioni che hanno ottimi fondamentali:

  • Ricavi in crescita da parecchi anni.
  • Redditività costante, al di sopra della media del mercato.
  • Crescita degli utili prevista superiore alla media negli anni successivi.
  • Basso indebitamento. Evitiamo le aziende con un peso del debito troppo elevato o con un debito difficilmente sostenibile.
  • Multipli di prezzo inferiori alla media del settore.
  • Distribuzione dei dividendi costante e crescente.

 

In questo modo individuiamo, tra migliaia di aziende, le più performanti sul mercato.

 

In particolare, cerchiamo aziende che abbiano un vantaggio competitivo sostenibile e un potere di determinazione dei prezzi grazie alla fidelizzazione verso il marchio, al possesso di diritti di proprietà intellettuale, alla produzione di un prodotto innovativo.

Aziende che operano in aree di crescita strutturale come la digitalizzazione, l’intelligenza artificiale, la sicurezza informatica o il cloud computing; aziende leader di mercato e che continueranno ad esserlo negli anni a venire grazie ad una struttura e un modello operativo in grado di garantire una crescita sostenibile e profittevole nel tempo.

 

Per determinare se un’azione è sopravvalutata o sottovalutata calcoliamo il prezzo o il range di prezzo all’interno del quale dovrebbe stare l’azione.

 

Per fare questo bisogna stimare il valore dell’azienda.

 

I metodi di valutazione che impieghiamo sono quattro:

 

  • Discounted Cash-Flow Model
  • Relative Valuation (multipli di mercato)
  • Asset-Based Valuation
  • Contingent Valuation

 

 

Discounted Cash-Flow Model – Asset Side

 

Il Discounted Cash Flow (DCF), anche noto come metodo dei flussi di cassa, è un metodo di valutazione utilizzato per stimare il valore di un’azienda sulla base dei suoi flussi di cassa futuri. Il valore attuale dei flussi di cassa è ottenuto scontando i flussi di cassa attesi con un tasso di attualizzazione. Il pregio di tale metodo è quello di evidenziare la capacità dell’azienda di mettere a disposizione degli investitori (i soli azionisti, nella valutazione equity side, tutti i finanziatori, nella valutazione asset side) quei flussi monetari che residuano dopo aver sostenuto tutti i costi e investimenti.

 

Come abbiamo appena accennato, il Discounted Cash-Flow model-Asset side, si basa sulla attualizzazione dei flussi di cassa operativi (FCFO) per tutti coloro che procurano risorse finanziarie all’azienda, ovvero possessori di azioni ordinarie, di azioni privilegiate, di obbligazioni ordinarie o convertibili e fornitori di capitale di debito. I flussi di cassa operativi sono calcolati al lordo degli interessi passivi e scontati al tasso di attualizzazione WACC.

 

Il valore dell’azienda utilizzando il Discounted Cash-Flow model-Asset side si ottiene sottraendo all’Enterprise Value, ovvero il valore totale dell’azienda, il valore di mercato del debito netto.

 

Dove l’Enterprise Value si calcola facendo la sommatoria dei flussi di cassa operativi previsti durante un periodo esplicito e del Terminal Value (valore dei cash flow operativi oltre il periodo esplicito di previsione) scontati per il WACC (costo medio ponderato di tutte le fonti di capitale).

 

I flussi di cassa operativi previsti (FCFO) sono dati da:

 

Utile al lordo di interessi e imposte (EBIT)

imposte sul reddito operativo

+    ammortamenti e accantonamenti (D&A)

+/-  decrementi (incrementi) del capitale circolante operativo (Working capital)

+/-  decrementi (incrementi) investimenti in attività materiali operative (Capex)

 

I vantaggi di questo metodo sono:

 

  • Analisi estremamente dettagliata
  • Include tutte le principali ipotesi sul business in questione
  • Include tutte le previsioni future su una società e settore
  • Determina il valore “intrinseco” di un’impresa
  • Non richiede società comparabili
  • Possibilità di testare diversi scenari, sia a livello macro che micro economico
  • Consente una sensitivity analysis

 

Gli svantaggi sono:

 

  • Richiede molteplici ipotesi
  • Tendenza all’eccesso di complessità
  • Molto sensibile ai cambiamenti delle ipotesi
  • Non considera le valutazioni relative dei concorrenti
  • Il Terminal Value (TV) è complesso da calcolare e rappresenta una gran parte del valore totale
  • Difficoltà nel determinare il WACC

 

Con questo metodo si ipotizza che l’azienda in attività possa durare in perpetuo. Adatto per orizzonti temporali lunghi.

 

 

Relative Valuation

 

L’approccio dei multipli di mercato, ossia la Relative Valuation, è una metodologia di valutazione basata sull’idea che attività simili, ovvero società appartenenti allo stesso settore, sono quotate a prezzi simili. Esso presuppone un rapporto tra prezzo o valore di un’impresa e dati di bilancio.

 

In sostanza, l’approccio dei multipli è un metodo di analisi comparativa che cerca di valutare aziende simili utilizzando le stesse metriche finanziarie. L’approccio dei multipli cerca di catturare molte delle caratteristiche operative e finanziarie di un’azienda in un unico numero. Quest’ultimo viene moltiplicato per una specifica metrica finanziaria così da poter ottenere il valore complessivo dell’impresa o il patrimonio netto.

 

La scelta delle società comparabili è il fulcro della Relative Valuation. Prima di selezionare e determinare il campione adatto all’analisi è necessario esaminare questi aspetti:

 

  • Appartenenza allo stesso settore
  • Dimensione (capitalizzazione e Enterprise value)
  • Business strategy
  • Business life cycle
  • Diversificazione geografica
  • Reputazione del marchio
  • Rischi Finanziari
  • Capacità di pagare dividendi

 

Alcuni tra i multipli più diffusi sono sicuramente il rapporto prezzo/utile, noto anche come P/E o il prezzo/patrimonio netto conosciuto come P/BE.

 

Un altro indicatore è l’EV (Enterprise Value), ovvero la somma della capitalizzazione (numero di azioni per il prezzo unitario) e dell’indebitamento finanziario netto (debito lordo meno cassa e mezzi equivalenti). Generalmente, l’EV è rapportato ai ricavi, all’EBITDA, all’EBIT e agli utili netti.

 

Supponiamo che desideriamo valutare l’azienda X e consideriamo che le aziende A, B e C operino nello stesso settore.

Una volta calcolato l’EV dell’azienda X, possiamo confrontare il valore ottenuto con il valore di mercato. Nel caso in cui l’EV calcolato sia maggiore del EV di mercato, l’azienda è considerata sopravvalutata mentre nel caso contrario l’azienda è considerata sottovalutata.

 

Una volta ottenuto l’EV possiamo anche calcolare il prezzo per azione. In questo caso basta sottrarre dall’EV il debito e dividerlo per il totale delle azioni. Allo stesso modo, si esegue un confronto tra il prezzo per azione ottenuto con quello di mercato per determinare se l’azione è sopravvalutata o sottovalutata.

 

La semplicità della Relative Valuation è considerata da molti analisti come il suo principale vantaggio e allo stesso tempo svantaggio. La semplicità risiede nella facilità e rapidità nel calcolare e comunicare il valore di una società. Tuttavia, questa semplicità risulta molte volte una semplificazione eccessiva e di conseguenza comporta un risultato poco preciso.

 

Questa metodologia rispetto al DCF è statica visto che considera la posizione dell’azienda soltanto in un certo lasso temporale.

 

Infine, l’accuratezza e la fattibilità della Relative Valuation è strettamente legata al campione di società comparabili disponibili.

È un metodo adatto per quelle aziende che fanno parte di un gruppo di aziende simili con differenze minime tra gli asset.

 

 

Asset-Based Valuation

 

L’approccio asset-based è un metodo di valutazione aziendale che si focalizza esclusivamente sul valore patrimoniale netto di una società. Il valore patrimoniale netto è determinato sottraendo le passività totali dal totale delle attività. Ovviamente, l’analista ha un certo margine di interpretazione nel decidere quali attività e passività includere e soprattutto nel determinare il valore di quest’ultime.

 

Come abbiamo appena accennato, nella sua forma più elementare, il patrimonio netto corrisponde al valore contabile (book value) del patrimonio netto della società. Detto ciò, spesso il valore delle attività e passività differiscono dal valore contabile o in alcuni casi non sono presenti. Ad esempio, il bilancio potrebbe sottovalutare o sopravvalutare un bene materiale dato un piano di ammortamento poco appropriato o in alcuni casi potrebbe anche non tener conto di alcuni beni immateriali. Per i precedenti motivi, le rettifiche apportate dagli analisti per calcolare il valore del patrimonio netto sono essenziali nel determinare il valore della società in questione.

 

Questo approccio è di particolare aiuto per valutare aziende in vendita o in liquidazione.

 

Il valore attuale delle attività possedute dall’impresa si calcola in 2 modi:

  • Liquidation value: è il valore di liquidazione, in cui si considera ciò che il mercato sarà disposto a pagare per le attività se queste fossero liquidate oggi.
  • Replacement Cost: è il costo di ricollocamento, in cui si valuta quanto costerebbe replicare o ricollocare i beni che un’azienda ha oggi.

Adatto per aziende che hanno attività separabili e commerciabili, con questo approccio si stima il valore della società nell’ipotesi che la società cessi oggi l’attività.

 

 

Contingent Valuation

 

La Contingent Valuation presume che, in alcuni casi specifici, il valore di una società può essere maggiore del valore dei flussi di cassa attualizzati qualora quest’ultimi sono condizionati dal verificarsi o meno di un evento. Questa premessa giustifica a pieno il fatto che questa metodologia valuti le società con un modello di calcolo molto simile ai modelli utilizzati per calcolare i prezzi delle opzioni.

 

In effetti, molti analisti sostengono che beni come brevetti o beni naturali non ancora scoperti o utilizzati non sono altro che opzioni. Per il seguente motivo, dovrebbero essere valutati come tali, piuttosto che con i tradizionali modelli di discounted cash flow i quali tendono a sottovalutare il valore degli investimenti che forniscono un valore aggiunto al verificarsi di eventi incerti.

 

Questa metodologia è la più appropriata per settori in cui la ricerca e sviluppo è cruciale, come il settore farmaceutico.

 

ANALISI TECNICA

 

Successivamente su queste azioni selezionate utilizziamo l’analisi tecnica per determinare il timing di entrata e uscita, ovvero quando comprare e vendere.