Pascal Soriot, amministratore delegato di AstraZeneca, sarà ricordato per avere portato l’azienda farmaceutica anglo-svedese alla creazione di un vaccino Covid-19 con la collaborazione dell’università di Oxford e per aver concluso il più grande affare nella storia di AstraZeneca; ovvero l’acquisto, per un valore di 39 miliardi di dollari, dell’azienda statunitense Alexion, specializzata in malattie rare.

 

Incredibilmente, l’acquisto di Alexion ha trasformato radicalmente AstraZeneca da preda a predatore. In effetti, l’acquisizione avviene sei anni e mezzo dopo che Pfizer ha cercato l’acquisto del colosso farmaceutico anglo-svedese.

 

Negli ultimi due anni, in gran parte grazie ad una serie di farmaci antitumorali, l’azienda è rinata. Nonostante, le sue azioni sono aumentate di circa il 12 % nell’ultimo anno, alcuni investitore hanno mostrato il loro malcontento per  il premio del 45 % per Alexion. Lunedì, il titolo è sceso del 5 % a 77,49 sterline. Gli azionisti di Alexion dovrebbero ricevere circa 175 dollari per azione, di cui 60 dollari in contanti e il resto in azioni.

 

Il valore aggiunto di Alexion

 

Acquisendo Alexion, AstraZeneca aggiunge al suo portafoglio attuale un’attività incentrata sul trattamento delle malattie rare causate dall’attivazione incontrollata di una parte del sistema immunitario. Attualmente, Alexion ha una pipeline di 11 molecole che potrebbero ostacolare queste malattie. Questo atout consentirebbe ad AstraZeneca di ampliare le sue conoscenze scientifiche in aree come la genomica a target malattie rare; e sfruttare allo stesso tempo la propria influenza nei mercati emergenti e in Cina per globalizzare il portafoglio di Alexion.

 

Infine, Pascal Soriot ha dichiarato che l’acquisizione di Alexion porterà un sostanziale incremento del utile per azione, un aumento del margine operativo e un incremento del flusso di cassa.

 

 

 

 

 

Contributor: Andrea Panzitta

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