Gli analisti del settore petrolifero si stanno affannando a calcolare l’impatto sulla domanda dei nuovi blocchi dovuti al coronavirus in Francia e Germania. In effetti, inseguito a queste due chiusure e possibili ulteriori restrizioni nel resto d’Europa i prezzi del petrolio sono scesi velocemente raggiungendo i livelli più bassi degli ultimi sei mesi.

 

Per un’industria ancora fortemente segnata dagli eventi di marzo e aprile, la seconda ondata di restrizioni ha creato molta agitazione e scompiglio negli operatori del settore. Durante la prima ondata, i prezzi sono tracollati a causa dei diffusi lockdown nazionali. Quest’ultimi hanno ridotto il consumo globale di petrolio di circa un quarto. Tuttavia, secondo gli operatori, la buona notizia, è che le nuove restrizioni non sono così unificate e in generale sono meno rigide. Questo possibile nuovo scenario rende meno probabile una ricaduta dei prezzi simile a quella di marzo. In aprile, i prezzi del Brent, il marker internazionale, sono scesi al di sotto dei 20 dollari al barile, mentre questa settimana i prezzi Brent sono scesi del 10% a poco più di 37 dollari al barile.

 

Le previsioni

 

L’OPEC, il gruppo di produttori petroliferi, aveva già previsto che la domanda globale di petrolio sarebbe scesa del 10% quest’anno, ma aveva anche stimato un recupero dell’emisfero nord durante l’inverno.

 

Secondo le ultime prospettive, questa visione è ora minacciata. I nuovi lockdown in corso in Europa, in particolare quelli di Francia e Germania potrebbero ridurre ulteriormente il consumo del grezzo nell’ultimo trimestre.

 

Negli ultimi mesi, il mercato sembra aver dato per scontato che la vita durante il terzo trimestre sia stata la nuova normalità. Nonostante ciò, le nuove misure che stiamo vedendo in questo momento sono un campanello d’allarme per il mercato del petrolio e non solo.

 

 

 

 

Contributor: Andrea Panzitta

 

 

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