Consulente finanziario: come sceglierlo?

Il primo passo per capire come scegliere un consulente finanziario, è quello di sapere distinguere le diverse figure che offrono un servizio di consulenza finanziaria.

Possiamo identificare tre figure principali: l’operatore bancario, il promotore finanziario e il consulente finanziario indipendente.

L’operatore bancario

E’ un dipendente della banca e di conseguenza è stipendiato da quest’ultima. L’operatore bancario vi riceve in filiale ed è specializzato nella vendita di prodotti finanziari della medesima banca o di società finanziarie con cui collabora la sua banca.

Il promotore finanziario

Rinominato con l’istituzione dell’Albo unico dei consulenti finanziari “consulente fuori sede”, ha partita Iva, opera per conto di una banca o di una società finanziaria con un mandato e viene pagato da questa. Tuttavia, può proporre prodotti di investimento di varie società e non soltanto dalla società che lo assume.

Il consulente finanziario indipendente

Contrariamente all’operatore bancario e al promotore finanziario, viene remunerato solo a parcella dal cliente. Il consulente finanziario indipendente è un libero professionista che lavora esclusivamente nell’interesse del proprio cliente. Quest’ultimo, consiglia una strategia di investimento in base agli obbiettivi economici del cliente. Non impartisce alcun ordine, ne opera direttamente con i vostri soldi. Il cliente, una volta ricevuto il consiglio, impartisce l’ordine di esecuzione alla propria banca di fiducia. Con l’istituzione dell’Albo Unico il consulente indipendente è stato rinominato “consulente autonomo”.

Quale figura è più conveniente per il cliente?

Per scegliere la giusta figura che offre un servizio di consulenza bisogna analizzare i possibili conflitti di interesse.

Nel caso in cui, un promotore finanziario o un operatore bancario dovesse vendere un prodotto mediocre, con alti costi e basso potenziale di rendimento, rischierebbe di non soddisfare il cliente e perderlo. Ma d’altra parte deve fare anche l’interesse di chi lo paga, la banca o la rete commerciale di cui fa parte. Se questa spinge per la vendita di quel prodotto non può opporsi più di tanto. Inoltre per incentivarlo a vendere determinati prodotti (costosi e rischiosi) gli vengono promesse laute provvigioni, quindi diventa facile che il portafoglio del cliente venga infarcito di questi prodotti. In altre parole, l’operatore bancario e il promotore finanziario hanno un conflitto di interesse poiché non sempre gli obbiettivi ed interessi economici suoi e della banca sono in linea con quelli del cliente. Il rischio maggiore è che i suoi interessi e quelli della banca vengano prima dei vostri.

Tutt’altra vicenda per quel che riguarda la figura del consulente finanziario indipendente. Essendo remunerato esclusivamente dal cliente con una parcella, è praticamente impossibile che vi proponga scelte in conflitto con il vostro interesse. In effetti, se il cliente non è soddisfatto dal lavoro svolto cambierà consulente e lui non percepirà nessuna remunerazione. Questo permette al cliente di essere sicuro che il consulente finanziario indipendente agisca sempre nel suo interesse e mai nell’interesse di terzi.

Con l’istituzione dell’Albo Unico dei consulenti finanziari, suddiviso in tre sezioni (consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, società di consulenza e consulenti autonomi) finalmente un investitore potrà discernere i consulenti realmente indipendenti (quelli denominati “autonomi”) da quelli legati a gruppi bancari o società commerciali.

Non vi è alcun dubbio che il consulente finanziario indipendente sia l’unica figura in grado di fornire tutti i suoi servizi finanziari in modo disinteressato e nell’esclusivo interesse dei clienti.

 

Contributor: Andrea Panzitta