Il crollo dell’export cinese

L’export cinese ha registrato un forte calo  a dicembre, causando un rallentamento dei mercati azionari in tutta l’Asia. oltre a ciò, la seconda economia mondiale ha dovuto far fronte ad un rallentamento interno dell’economia e alle tensioni della guerra commerciale con gli Stati Uniti.

 

Il calo del 4,4 % è avvenuto nonostante un avanzo commerciale annuale record con gli Stati Uniti, in quanto gli importatori americani hanno anticipato i loro acquisti di beni cinesi prima della scadenza iniziale del 1° gennaio che avrebbero aumentato le tariffe sui beni per un valore di 200 miliardi di dollari.

 

Tuttavia, secondo l’economista cinese Julian Evans-Pritchard, la guerra commerciale con gli Stati-Uniti non può essere l’unica responsabile della riduzione dell’esportazioni. In effetti, anche le esportazioni Cinesi verso il resto del mondo sono diminuite. Le esportazioni verso altre destinazioni, tra cui il Giappone e l’UE, hanno subito una contrazione, mentre le spedizioni verso Hong Kong, un importante centro per le riesportazioni di merci cinesi, hanno subito un forte crollo del 26 %.

 

La contrazione delle esportazioni ha confuso le aspettative del mercato, spingendo al ribasso le azioni in tutta la regione Asiatica, con l’indice Hang Seng China Enterprises delle azioni cinesi quotate a Hong Kong in calo fino all’1,5%.

 

Anche le importazioni sono diminuite del 7,6% a fronte di una previsione di crescita del 5%.

I dati mostrano inoltre che le importazioni cinesi di minerali sono diminuite per la prima volta dal 2010, uno sviluppo che avrà un impatto negativo sugli esportatori di materie prime.

 

In effetti, Louis Kuijs, responsabile dell’economia asiatica di Oxford Economics, ritiene che il rallentamento delle importazioni è coerente con altri segnali che indicano un continuo indebolimento della crescita interna dell’economia Cinese.

 

Contributor: Andrea Panzitta