Secondo gli economisti, lo stato di emergenza in Giappone potrebbe innescare una recessione qualora le nuove restrizioni non riescano a frenare tempestivamente i contagi da Covid-19.

 

Da domenica, Tokyo e altre tre prefetture, i quali rappresentano circa un terzo dell’economia giapponese, entreranno nuovamente in stato di emergenza. L’aspetto preoccupante è che la capitale era uscita da un altro stato di emergenza soltanto poco più di un mese fa. È proprio questo aspetto che ha fatto svanire le speranze di una rapida ripresa dell’economia alimentata dal miglioramento delle esportazioni e da una ripresa della domanda interna. Anche oggi il Nikkei di Tokyo chiuderà la seduta in negativo, così come il bilancio settimanale.

 

Prima di questo provvedimento, gli economisti si aspettavano ancora che l’economia potesse crescere in questo trimestre. Ad oggi, la possibilità che il trimestre aprile-giugno sia in crescita negativa è sempre più concreta; specialmente se le restrizioni sono estese oltre l’11 maggio. Attualmente, gli economisti stimano che le restrizioni diminuiranno il PIL di circa 1,6 trilioni di yen in questo mese.

 

Seppur il danno sarà decisamente ridotto rispetto al record del secondo trimestre del 2020, quando l’economia è crollata del 29% su base annua, contenere l’epidemia è ancora più imperativo questa volta. I Giochi Olimpici sono previsti tra tre mesi.

 

L’ex ministro delle finanze Jun Azumi ha dichiarato che il Giappone deve prendere in considerazione la possibilità di abbandonare le Olimpiadi di Tokyo. Inoltre, l’ex ministro considera che accelerare la campagna di vaccinazione sia la migliore politica economica del paese.

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