Le sanzioni all’Iran mettono pressione al mercato del ferro

Dopo lo scoppio di una diga in Brasile a gennaio che ha costretto Vale, il più grande produttore mondiale di minerali, a limitare la produzione, altri 14 milioni di tonnellate di offerta di ferro sono a rischio dopo che gli Stati Uniti hanno intrapreso una serie di nuove sanzioni contro l’Iran.

Quest’ultime riguardano i settori minerali del ferro, dell’acciaio, dell’alluminio e del rame, che rappresentano le maggiori fonti di esportazioni non petrolifere del paese. In effetti, nel 2018 l’Iran ha esportato 14 milioni di tonnellate di minerale di ferro, ovvero l’1% dell’offerta totale trasportato via mare. In aggiunta, gli analisti avevano previsto che dato i molteplici problemi di Vale, le esportazioni iraniane sarebbero aumentate a 20 milioni di tonnellate quest’anno. Tuttavia, fin quando queste sanzioni saranno in vigore, le esportazioni iraniane del minerale si avvicineranno a zero.

Il prezzo del ferro sopra i 100$?

Anche se gli acquirenti del minerale iraniano hanno un periodo di 90 giorni per liquidare i contratti, le sanzioni americane rischiano di restringere ulteriormente il mercato e spingere il prezzo dell’ingrediente chiave per la produzione dell’acciaio a superare i 100 $ a tonnellata per la prima volta dal maggio 2014.

A queste sanzioni che riducono l’offerta del ferro, si aggiunge una nota di Vale di mercoledì scorso, nella quale riporta che le cifre di produzione e di vendita sono più deboli del previsto nel primo trimestre. A questa nota, si sussegue la nuova sentenza del tribunale brasiliano, che ribaltando la precedente, notifica a Vale la chiusura delle sue operazioni alla miniera di Brucutu, la quale produce 30 tonnellate all’anno. In totale, quest’anno Vale ha chiuso 92 dei suoi 400 milioni di metri di capacità delle sue miniere di ferro, mettendo ancora di più sotto pressione il mercato del ferro.

Come se non bastasse, la catena di approvvigionamento cinese è in via di esaurimento. In effetti, l’inventario del minerale di ferro nei porti cinesi è in calo nell’ultimo anno, -16%.

Attualmente, il ferro è in commercio a circa 95 $ a tonnellata. Tuttavia, dato le circostanze elencate precedentemente, gli analisti considerano che i prezzi siano destinati ad aumentare e certamente le nuove sanzioni non fan altro che alimentare questa possibilità.

 

Contributor: Andrea Panzitta