Dopo un periodo senza precedenti di tagli dei tassi per sostenere le economie distrutte dal Covid-19, alcuni tra i paesi emergenti si apprestano ad aumentare i tassi d’interesse. In particolare, il Brasile dovrebbe aumentare i tassi questa settimana, seguito molto probabilmente dalla Nigeria, Sudafrica e Russia.

 

La spinta maggiore per un possibili rialzamento dei tassi arriva dagli Stati Uniti. L’ottimismo sulla ripresa economica ha spinto verso l’alto l’inflazione dei prezzi delle materie prime e i rendimenti obbligazionari globali. Mercoledi Powell dovrebbe affermare che il rialzo dei tassi è semplicemente un effetto della vigorosa ripresa in corso e di conseguenza la Fed è pronta a tollerare questo livello d’inflazione.

 

Questo fenomeno pesa particolarmente sulla valuta dei paesi emergenti poiché i capitali fuggono altrove, verso rendimenti più alti e più sicuri. Questo costringe i paesi emergenti ad alzare a loro volta il tasso d’interesse per attrarre capitali e sostenere il loro debito. Fenomeno amplificato da un debito record che si è gonfiato specialmente durante la pandemia. Il debito totale dei paesi emergenti è salito al 250% del prodotto interno lordo. I maggiori aumenti sono stati in Cina, Turchia, Corea del Sud ed Emirati Arabi Uniti. A complicare ulteriormente le prospettive per i mercati emergenti è l’accesso ai vaccini. Contrariamente alle economie sviluppate, è probabile che tali economie non riusciranno ad ottenere un’ immunità di gregge fino alla prima metà del 2022.

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