Obbligazioni inflation linked, cosa sono?

Le obbligazioni Inflation Linked sono una specifica categoria di obbligazioni. Generalmente, un investitore obbligazionario detiene un’obbligazione a tasso d’interesse fisso. I pagamenti degli interessi, noti come cedole, e il prezzo di acquisto consentono all’investitore di calcolare il rendimento. Sia il tasso cedolare che il rendimento delle obbligazioni è espresso in valore nominale. Tuttavia, con il passare del tempo, anche l’inflazione aumenta, erodendo così il valore del rendimento annuo dell’investitore. Per mitigare l’impatto dell’inflazione, il risparmiatore può acquistare le obbligazioni indicizzate all’inflazione, ossia le obbligazioni Inflation Linked.

 

Un’obbligazione indicizzata all’inflazione è dunque un’obbligazione il cui pagamento delle cedole o il valore di rimborso è rettificato dall’inflazione. Solitamente, il tasso cedolare è collegato a qualche indicatore di inflazione, come l’indice dei prezzi al consumo (CPI). In altre parole, il CPI può essere interpretato come il tasso di cambio che converte il rendimento nominale in rendimento reale. Di conseguenza, le cedole o il rimborso del capitale delle obbligazioni Inflation Linked sono calcolati in termini reali e non in termini nominali.

 

Esempio di obbligazioni Inflation Linked

 

Si considerino due investitori: uno acquista un’obbligazione ordinaria e un altro un’obbligazione indicizzata. Entrambe le obbligazioni sono emesse e acquistate per 100 euro nel novembre 2018, e hanno le stesse condizioni: tasso cedolare del 5%, scadenza a 1 anno e valore nominale di 100 euro. Il livello del CPI al momento dell’emissione è di 200.

 

L’obbligazione ordinaria paga un interesse annuo del 5% x €100 = €5 e il capitale di €100 viene rimborsato alla scadenza. Alla scadenza, il capitale e gli interessi dovuti, ovvero €100 + €5 = €105, saranno accreditati al detentore dell’obbligazione.

 

Supponendo che il livello del CPI, nel novembre 2019, sia pari a 205; il rimborso finale deve essere corretto dall’aumento dell’inflazione. Per una determinata data, il fattore di indicizzazione è definito come il valore del CPI per la data indicata diviso per il CPI alla data di emissione originaria dell’obbligazione. In questo caso, il fattore di indicizzazione è 205/200 = 1,0125. Pertanto, il tasso di inflazione è dell’1,25%, e l’obbligazionista riceverà (€100 x 1,0125) + €5 = €106,25 alla scadenza.

 

È possibile concludere, che le obbligazioni Inflation Linked sono un ottimo strumento per l’investitore che desidera proteggersi e mitigare l’effetto erosivo dell’inflazione sul suo portafoglio. Purtroppo, avendo questo pregio, le obbligazioni Index Linked hanno un rendimento inferiore rispetto ad una obbligazione a tasso fisso. Nonostante il concetto di base delle obbligazioni Inflation Linked sia abbastanza comprensibile, è consigliabile farsi seguire da un consulente finanziario indipendente durante il processo di selezione così che l’obbligazione possa rispecchiare il proprio profilo di rischio-rendimento.

 

Contributor: Andrea Panzitta