Tesla entra nel settore minerario

Il mese scorso Tesla ha annunciato, durante un evento sulle batterie, la volontà di voler entrare nel settore minerario. Nello specifico, l’ambizione di Tesla è quella di entrare nel settore del litio, elemento essenziale per la fabbricazione delle batterie.

 

In effetti, Tesla ha acquisito i diritti di un terreno di 10.000 acri in Nevada dove progetta di estrarre il metallo e in seguito costruire una raffineria di litio per rifornire una nuova fabbrica in Texas.

 

Il giorno seguente all’annuncio di Elon Musk, Albemarle e Livent (le principali aziende di litio) hanno perso un totale di 1,7 miliardi di dollari in valore di mercato, vedendo i prezzi delle loro azioni crollare.

 

Tuttavia, gli analisti rimangono scettici sul fatto che il gruppo automobilistico possa rappresentare una seria minaccia competitiva per i produttori di litio, specialmente nell’immediato. Nonostante ciò, non vi è alcun dubbio che un annuncio del genere metta sotto pressione il settore affinché aumenti la produzione. In sostanza, l’annuncio di Elon Musk è visto più come uno stratagemma per aumentare la produzione di litio che come una minaccia competitiva al settore.

 

Il Motivo Principale

 

Secondo gli analisti di Citigroup, per raggiungere l’ambizioso obiettivo di una produzione annuale di 20 milioni di auto entro il 2030, il quale richiederebbe 3 terawattore di batterie all’anno, l’industria del litio dovrebbe crescere più di otto volte solo per rifornire Tesla.

 

In oltre, la società di consulenza energetica Wood Mackenzie afferma che nei prossimi 15 anni dovranno essere investiti 50 miliardi di dollari per soddisfare la domanda di batterie e raggiungere così gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima.

 

Sebbene la domanda di litio sia in crescita, i produttori di litio hanno faticato ad espandersi a fronte di tre anni di prezzi in calo. Il prezzo dell’idrossido di litio, utilizzato da Tesla, è sceso del 20% nell’ultimo anno.

 

Un altro aspetto da considerare è che Tesla ambisce a dimezzare il costo delle sue batterie così da produrre un auto elettrica da 25.000 dollari che possa competere con i veicoli a benzina di fascia media. Un investimento nel settore del litio potrebbe aiutare l’azienda americana a contenere i costi per la fabbricazione delle batterie ed essere di conseguenza più competitiva sul mercato.

 

Per i precedenti motivi, senza ulteriori investimenti Tesla rischia di essere a corto di litio e di dover affrontare un potenziale aumento dei prezzi nel prossimo decennio.

 

 

Contributor: Andrea Panzitta