PAC: piano di accumulo di capitale

I PAC, ossia Piano di Accumulo di Capitale, sono un prodotto finanziario che permette al sottoscrittore di investire progressivamente in prodotti di investimento collettivo.

La modalità di sottoscrizione dei PAC avviene tramite un versamento periodico di capitale per un certo periodo temporale. In altre parole, l’investitore contribuisce con versamenti costanti, a scadenze regolari, per un periodo temporale prestabilito.

Il termine accumulo deriva proprio dal fatto che il capitale del risparmiatore cresce in modo graduale nel tempo.

Supponiamo che un risparmiatore X voglia acquistare un piano di accumulo Y che prevede un versamento di 200 euro per 60 mesi. Al termine di questi 5 anni l’investitore X si ritroverà un capitale complessivo di 12.000 euro. Ovviamente, a questo capitale si dovrà aggiungere il rendimento dello strumento finanziario sottoscritto nel PAC.

Dal punto di vista matematico, il PAC non è altro che una media ponderata degli acquisti delle quote.

Elementi fondamentali del PAC per il sottoscrittore

I due elementi cruciali per il risparmiatore durante la sottoscrizione di un PAC sono quelli di determinare l’entità della somma da versare e la durata complessiva dell’investimento.

Per quel che riguarda la somma da versare periodicamente, il risparmiatore deve valutare la somma in base al proprio reddito e alle proprie spese. Allo stesso modo, la durata è a discrezione dell’investitore. Solitamente può variare da un minimo di un anno fino ad un massimo di quarant’anni.

Vantaggi e Svantaggi del PAC

Uno dei vantaggi principali del PAC è quello di essere accessibile pure agli investitori che non detengono un grande capitale iniziale. Inoltre, il PAC riduce l’effetto di un timing sfavorevole e della cosiddetta “trappola dell’emotività”. In effetti, uno dei maggiori rischi dell’investire in un’unica soluzione è quella di investire nel timing sbagliato. Questo comporterebbe nel comprare quando i prezzi sono ai massimi e vendere quando sono ai minimi. Grazie all’investimento diluito su un lungo periodo, si riduce la probabilità di investire in un momento contrario. Inoltre, dal punto di vista strettamente psicologico, costringe l’investitore all’accantonamento di una somma in modo costante.

Per quel che riguarda gli svantaggi, il limite principale dei PAC risiede nel fatto che dopo un certo periodo di tempo, l’acquisto delle quote successive ha una bassa incidenza sulla media del prezzo. Di conseguenza, se il prodotto finanziario dovese affrontare una fase ribassista del mercato dopo un importante lasso temporale, la perdita dell’intero investimento potrebbe essere rilevante.

Per quel che riguarda i costi, si parla generalmente di un 2%-3% come commissione di ingresso e 1%-2.5% di commissioni di gestione annua.

Inoltre, è frequente che i costi di sottoscrizione siano molto sbilanciati all’inizio del piano di accumulo. È dunque possibile dover pagare il 20%-30% delle commissioni totali all’inizio della sottoscrizione. Questa metodologia è utilizzata dagli istituti finanziari per tutelarsi da una eventuale uscita anticipata del sottoscrittore del PAC.

Prestare infine attenzione ad eventuali costi di uscita.

Per tutte queste ragioni, sarebbe conveniente farsi da soli il proprio PAC. Ossia, comprare autonomamente ogni mese il controvalore definito inizialmente di un determinato ETF, evitando così alte commissioni di gestione, commissioni anticipate, penali di chiusura e costi fissi.

Ed è proprio in questo contesto che si inserisce la figura del consulente finanziario indipendente. Grazie alla sua esperienza e competenza, il consulente finanziario indipendente possiede un ruolo fondamentale nella creazione di un PAC personalizzato sulle esigenze e obbiettivi finanziari dei risparmiatori.