Una nuova generazione di aziende Zombi

A seguito dell’emergenza Covid-19,  un aumento delle emissioni obbligazionarie ha dato vita a una nuova generazione di aziende Zombi.

L’insorgenza del Covid-19 e il suo drammatico impatto sull’economia hanno portato le banche centrali a supportare le numerose aziende in difficoltà con prestiti a basso costo. In effetti, le principali banche centrali, tra cui la FED e la BCE, hanno deciso di proseguire con politiche monetarie accomodanti. Un mantenimento di tassi di interesse bassi (in alcuni casi negativi) e piani per agevolare il credito alle famiglie e imprese hanno portato a una nuova generazione di aziende “Zombi”.

A questa serie di misure straordinarie si aggiunge un decennio di tassi di interesse bassi, il quale ha già sostenuto un numero crescente di aziende in grado di contrarre prestiti a basso costo e di ambire a profitti operativi inferiori agli interessi necessari per pagare i loro finanziatori; le così dette aziende “Zombi”.

A seguito dell’emergenza Covid-19 di marzo, un aumento delle emissioni obbligazionarie ha accelerato questa tendenza, dando vita a una nuova generazione di aziende “Zombi” che zoppica nel crepuscolo tra i vivi e i morti.

Una nuova generazione di aziende Zombi

Uno studio del gruppo “The Leuthold”, sull’indice Leuthodl 3000 Universe (simile ad uno dei principali indice azionari statunitensi Russell 3000) e ripreso anche dal Financial Times, ha dimostrato come il numero di aziende zombi si stia avvicinando al picco della bolla dotcom del 2000 (16%). Attualmente, circa il 15% delle aziende dell’indice Leuthold 3000  ha riportato, per tre anni consecutivi, un profitto inferiore agli interessi pagati sul proprio debito, rispetto all’8% di fine 2008.

Questo enorme incremento di aziende zombi è dovuto principalmente agli enormi interventi sul mercato da parte della Federal Reserve, i quali hanno trascinato i costi di indebitamento delle imprese dai massimi del decennio ai minimi storici. Il risultato è stato un’emissione di debito senza precedenti da parte delle imprese (1,919 trilioni di dollari nel 2020) alla disperata ricerca di liquidità per superare l’impatto economico del virus.

Se da una parte queste manovre sono state necessarie per sostenere le imprese e in particolare per salvaguardare posti di lavoro e famiglie, d’altra la crescita del numero di aziende in questa situazione ha un costo per l’economia, frenando la produttività e la crescita. Detto ciò, un eventuale prosciugamento dei mercati dei capitali e uno stop delle politiche accomodanti delle banche centrali metterebbero in seria difficoltà le aziende “Zombi”.

 

 

Contributor: Andrea Panzitta